Giacomo Belotti, Pittore


Nato a Rudiano (BS) nel 1887 e morto a Treviglio nel 1967.

Iscrittosi nel 1903 alla Scuola di Pittura dell’Accademia Carrara di Bergamo, Belotti vi frequenta con profitto l’intero corso come allievo di Ponziano Loverini, pittore storico di matrice romantica attivissimo nella decorazione sacra.


Belotti, ereditato il testimone dal maestro Loverini, fra il 1930 e il 1960 si votò quasi esclusivamente all’attività di affreschista e decoratore, intervenendo in numerose chiese del territorio bergamasco e di alcune località del milanese e del cremasco.

Tra il 1953 e il 1954 Belotti è responsabile dell’intero progetto pittorico della parrocchiale di Casaletto Vaprio, fondendo armoniosamente gli affreschi con le strutture architettoniche di stile neogotico dell’edificio e riscuotendo ampia eco sulla stampa locale. Il Belotti “condusse in tutto l’interno una decorazione di stile, movimentata nei tratti più salienti con figure intonate al senso liturgico e alla ieratica compostezza degli atteggiamenti cerimoniali. Spicca sulla grande parete absidale la Maestà di Cristo Re, che troneggia in una mandorla di gloria alla maniera antica; ai suoi piedi stanno come intercessori S. Giorgio, patrono della parrocchia e S. Pantaleone, patrono della Diocesi”. Ai lati due scene della vita dei Santi. Alla destra del Cristo, vi è l’affresco raffigurante San Giorgio a cavallo nell’atto di trafiggere il drago, simbolo della vittoria del bene sul male, a sinistra, vi è l’affresco raffigurante San Pantaleone mentre restituisce la vita a un ragazzo morso da una vipera. La scena raffigurata si riferisce al  primo miracolo operato dal Santo, da cui scaturirà la sua conversione al Cristianesimo.

Sulla parete di fronte, nella parte sovrastante il portale d'ingresso, vi è l’Annunciazione. Qui l'artista si rifà alla rappresentazione classica ispirandosi alle opere di Filippo Lippi, Leonardo, Piero della Francesca. L'Angelo, dalle grandi ali variopinte - simbolo della celerità nell'eseguire il volere Divino - con la veste ancora gonfia, è  inginocchiato di fronte alla Vergine, al lato sinistro di chi guarda.  Il bel volto è proteso verso Maria ad annunciarle: "Ave gratia plena dominus tecum" (come si legge anche nel cartiglio sottostante). La scena si svolge in un patio, sullo sfondo, oltre il drapeggio, si scorge un paesaggio agreste. La Vergine, colta di sopresa, è qui raffigurata nell'atto di ritrarsi, turbata dall'improvviso e gravoso annuncio, si notino le mani portate al petto e la postura lievemente inclinata del busto. Un vaso di gigli, simbolo della purezza di Maria, separa le due figure.

Nel 2006, dopo un oblio durato alcuni decenni, la personalità di Belotti è tornata alla luce e il comune di Treviglio gli ha dedicato una mostra personale proponendo, quasi per intero, la sua produzione di dipinti a olio, con le opere legate ai concorsi dell’Accademia, i paesaggi, i volti dei famigliari, i ritratti su commissione e i temi sacri, affiancata da un nucleo di disegni a carboncino in gran parte risalenti agli anni della sua formazione.

Belotti fu anche intarsiatore e intagliatore di oggetti di prevalente destinazione liturgica.


Altra mostra nel 2009 gli hanno dedicato ancora il comune di Treviglio e il comune di Pontirolo.

 
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