I parroci della parrocchia di Casaletto Vaprio

Sulle tue mura, Gerusalemme,

ho posto sentinelle;

per tutto il giorno e tutta la notte

non taceranno mai.

Voi che rammentate le promesse al Signore,

non prendetevi mai riposo

e neppure a lui date riposo

finché non abbia ristabilito Gerusalemme

e finché non l'abbia resa il vanto della terra.

(Is 62, 6-7)

 

 

 

Papa Benedetto XVI, nell’omelia pronunciata a chiusura dell’Anno Sacerdotale (19.6.2009-11.6.2010), sottolineava che: «... il sacerdote non è semplicemente il detentore di un ufficio, come quelli di cui ogni società ha bisogno affinché in essa possano essere adempiute certe funzioni. Egli invece fa qualcosa che nessun essere umano può fare da sé: pronuncia in nome di Cristo la parola dell’assoluzione dai nostri peccati e cambia così, a partire da Dio, la situazione della nostra vita».

Il Santo Curato d’Ars, patrono dei sacerdoti, di cui nel 2010 si è celebrato il 150° anniversario del dies natalis (per la Chiesa il giorno della morte è inteso come il giorno della nascita al cielo) e nel cui nome l’Anno Sacerdotale è stato indetto, notava che «Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare ad una parrocchia, ed uno dei doni più preziosi della misericordia divina».

Ecco spiegato il motivo della pagina dedicata a tutti i Sacerdoti che, con il titolo di «rettore», «parroco», «arciprete», «cappellano», «curato», si sono succeduti alla guida della nostra Parrocchia.


Nel corso dei secoli la loro è stata una quotidiana condivisione di vita, testimoniata da opere concrete. Sono stati una presenza assidua e attiva nelle tante circostanze, liete o tristi, della vita dei loro parrocchiani. Ognuno di noi è stato ascoltato, consolato, incoraggiato, confortato con parole che solo un padre che conosce bene i propri figli e che ha a cuore la loro sorte, sa dire. Oltre a questo resta, non meno preziosa, l’eredità morale dei Sacerdoti che qui hanno esercitato il loro Ministero.  Ed è con affetto che li ricordiamo e li ringraziamo per aver provveduto alla «cura d’anime» della nostra Comunità. Presenze costruttive, umane e spirituali che hanno seminato e coltivato in noi la fede in Dio, facendoci Comunità cristiana.

Attraverso il loro ricordo avremo anche la possibilità di ripercorrere la storia della nostra Parrocchia: dalla nascita ad oggi.


E’ necessario premettere che la ricerca non è stata facile, soprattutto riguardo ai primi anni. Per le nostre ricerche ci siamo documentati presso l’Archivio Parrocchiale, e abbiamo consultato i seguenti testi: mons. Zavaglio, Terre nostre....; mons. Gabriele Lucchi, Diocesi di Crema, Leva Arti Grafiche, Crema, 1980 ; Visti alla radice, a cura di Marco Carminati, Banca Credito Coop. dell’Alto Cremasco, e.f.c., La Tipografica, Varese, 1994; E. Carioni, Storia di Trescore Cremasco, Leva Arti Grafiche, e.f.c., Crema 2004; Don Giuseppe Facchi, Mons. Grasso Scalvini a 25 anni dalla morte, Crema, 1997; Sacerdoti della Diocesi di Crema, Documenti dell'Archivio Storico Diocesano, Buona Stampa, Crema, 2004. [Per chi volesse approfondire le complesse vicende di cui noi diamo un accenno, rimandiamo ai volumi sopra menzionati che, con dovizia di particolari, le ricostruiscono per intero].

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Le Chiese di Casaletto Vaprio

Prima di fare la conoscenza dei religiosi che hanno svolto il loro Ministero sacerdotale a Casaletto Vaprio è importante accennare brevemente agli edifici Sacri dove il loro Ministero venne esercitato.

Anche se noi oggi siamo abituati ad identificare come “Chiesa” l’attuale parrocchiale eretta negli anni dal 1912 al 1914, nel nostro Paese fin dall’anno Mille vi era una Chiesa, anch’essa dedicata a San Giorgio: la volgarmente detta “cesa écia”. Ed è a questa Chiesa che ci si riferisce nella narrazione del periodo che va dal XII sec. fino agli Venti del Novecento e di cui proviamo a dare, non essendo degli storici di professione, alcuni brevi cenni.

La ex Chiesa di San Giorgio, sconsacrata ormai da diversi anni - per lungo tempo fu adibita ai più disparati utilizzi, persino a segheria - è ora di proprietà del Comune che l’acquistò nel gennaio del 1989 quando ormai versava in condizioni assai critiche provvedendo a ricuperarla attraverso diversi interventi di restauro durati alcuni anni. Attualmente l’edificio è adibito a sala consiliare; ospita la biblioteca e viene utilizzato come luogo di rappresentanza, spazio espositivo e sede di eventi culturali.

L’edificio sorge in quello che una volta era il centro del piccolo borgo e risale, con ogni probabilità, al Quattrocento anche se da alcune notizie pontificie parrebbe che fin dagli inizi del XII secolo (1100 circa) esistesse a Casaletto Vaprio una chiesa dedicata a San Giorgio. Tale dedicazione al Santo originario della Cappadocia, è indice di grande antichità in quanto San Giorgio, martirizzato sotto Diocleziano, veniva già venerato dai popoli longobardi fin dal IV secolo d.c. Ma non vi è certezza che si tratti proprio della nostra ex parrocchiale in quanto esistono frammenti di notizie che collocano sempre agli inizi del XII secolo, l’esistenza, a Casaletto, di una chiesa dedicata a San Michele (Visite apostoliche di Gian Battista Castelli 1579 e di Girolamo Regazzoni 1583), risalente al tempo dei Longobardi (mons. Zavaglio), poi andata distrutta. Notizia ripresa anche da E. Carioni (Storia di Trescore Cremasco, Leva Artigrafiche, Crema, 2004, p. …..) e altri studiosi: «a Casaletto vi era il duplice Chiericato di San Michele, che traeva il nome dall’omonimo Oratorio: esso viene menzionato nelle Visite Diedo del 1585, 1592, 1595, 1599, 1602, 1608 e 1611, nelle quali si raccomandava di porre una croce sul luogo dove sorgeva l’edificio eretto in onore dell’Arcangelo, ma dopo il 1611 esso non venne più ricordato, e si perse la cognizione di dove fosse ubicato, anche se il campo chiamato “il San Michele” sembra indicare che l’Oratorio sorgesse nei suoi confini».

Ma torniamo alla nostra ex Chiesa di San Giorgio che, apprendiamo dagli Atti della visita del Vescovo Lombardi (25.5.1756), era già a quei tempi considerata tra le più antiche della Diocesi: «Ecclesia in eo constituta ex antiquioribus Dioecesis est». Fu consacrata dal Vescovo di Crema Gian Giacomo Diedo nel 1611 e dal 1682 ai rettori di San Giorgio fu concesso il titolo di arciprete.

La ex Chiesa di S. Giorgio è caratterizzata da un’unica navata a base rettangolare, suddivisa in tre campate ad archi a sesto acuto poggianti su lesene (le colonne rettangolari sottostanti), navata sulla quale si aprono due cappelle, anticamente dedicate  a San Rocco (quella di destra) e alla Madonna (quella di sinistra), oltre al presbiterio. Le decorazioni che ornano il presbiterio sono divise da un cornicione sul quale siedono sei figure di puttini alati. Gli apparati classici a stucco del Presbiterio sono stati realizzati nel XVII secolo, così come quelli delle cappelle laterali e della navata. L’impianto ad archi acuti trasversali della navata, su cui poggiano longitudinalmente le travi del tetto, è chiaramente gotico (stile nato in Francia nel XII sec.).

Le notizie riguardanti gli affreschi sono datate 1528 e, dati i ritardi stilistici locali, sarebbero credibili. Non ci sono riscontri, invece, per quanto riguarda il perdurare delle opere di decorazione. Forse gli apparati classici a stucco del presbiterio sono stati realizzati nel XVII secolo, così come quelli delle cappelle laterali e della navata. In questa ipotesi, gli affreschi attribuiti a Gian Giacomo Barbelli, il maggior pittore cremasco del Seicento, possono risultare autentici.

Negli anni fra il 1912 e il 1914, divenuta la piccola chiesa angusta e insufficiente a contenere i fedeli: nel 1861 gli abitanti del Paese erano 539, nel 1911 erano 974, la Curia autorizzò la costruzione di una chiesa più grande, sempre intitola a San Giorgio. Con la costruzione della nuova Parrocchiale, la chiesa vecchia venne via via abbandonata e spogliata dei suoi arredi. Per far fronte alle spese di costruzione furono «strappati» e venduti gli affreschi che ne ornavano le pareti, in particolare quelli relativi al ciclo sulla vita e il martirio di San Giorgio (ora conservati nella chiesina della villa Perletta) e altri tra cui S. Lucia, S. Cristina d’Alessandria, S. Pietro, S. Paolo, S. Maddalena,  Madonna in trono con santi. Alcuni lacerti di questi “strappi” (ma non quelli relativi a San Giorgio) fanno parte dell’arredo dell’attuale Parrocchiale, così come la statua di S. Rocco (….), l’altare della Madonna del Carmelo (17….) e altre suppellettili. Negli anni ‘50 con la consacrazione dell’attuale Parrocchiale, la vecchia chiesa venne sconsacrata.
Per alcuni cenni storici relativi all’attuale Parrocchiale vi rimandiamo a quanto scritto in Storia della Parrocchia - Parte I - Le origini in questo  sito



 

RELIGIOSI E SACERDOTI

ALLA GUIDA DELLA NOSTRA COMUNITA'

XII-XIV Sec.

In questo periodo, essendo la Chiesa di San Giorgio possesso dei Benedettini, la cura animarum («cura d'anime») era affidata ai frati di questo Ordine che si staccavano dal Convento di S. Benedetto a Cremosano o dal Priorato di S. Benedetto a Crema, sotto la cui giurisdizione, a partire dalla metà nel XIII sec. e fino all'erezione della Diocesi (1580), ricadeva la chiesa d S. Maria in Cremosano.

Leggiamo infatti in La Diocesi di Crema (G. Lucchi, 1980, p. 51),  che: "I benedettini detti Cassinesi perché affiliati a Montecassino, avevano possedimenti in Aive (Salvirola), Ricengo, Bottaiano, Izano, Vaprio, Vailate, Mozzanica e poi Ombriano, Cremosano, Campagnola e Torlino".

"Grande contributo alla vita sociale e religiosa di Crema e del suo territorio venne dalla operosa presenza e dal lavoro dei monaci di San Benedetto... Ai Benedettini in generale si deve il lungo lavoro di disboscamento, livellatura, canalizzazione, per mezzo del quale, ad opera dei loro coloni, resero fertile e salubre gran parte delle terre che formavano i loro possedimenti... L'agricoltura in modo speciale ebbe ad avvantaggiarsi della venuta dei benedettini, che troviamo per la prima volta nel 1097..." (Lucchi, La Diocesi di Crema, cit.).

1497

Fra' Lodovico, terziario dell'ordine di San Francesco.

La «cura d'anime» dei Francescani si colloca nel periodo compreso tra l'abbandono dei Benedettini e la nomina del primo Rettore.

In questo periodo risulta essere "curato" a Casaletto Vaprio un frate francescano, fra' Lodovico.

Dalla Relazione del modo, col quale nel Corpo della Beata Stefana si eccitavano, e rinovavano i patimenti della Passione di Gesù Cristo, sottoscritta, e autenticata da molti illustri Personaggi, che ne furono testimonj di vista l'anno 1497 (pubblicata nel Compendio della vita della beata Stefana Quinzani dagli Orci Novi monaca del terz'ordine di San Domenico fondatrice del Monistero di San Paolo di Soncino, Parma, Stamperia Reale, 1784), apprendiamo che il 17 febbraio 1497, a Crema, presso l'abitazione di Gianfrancesco Verdelli, nella cui casa era ospitata la beata Stefana Quinzani [Nota: Orzinuovi 1457 - Soncino 2.1.1530, vergine, suora del Terz'Ordine di San Domenico,  si dedicò con assiduità alla contemplazione della Passione di Cristo, della quale portava sul corpo le stimmate e alla formazione cristiana delle fanciulle. Morì santamente pronunziando le parole di Gesù sulla croce: "in manus tuas Domine, commendo spiritum meum". Papa Benedetto XIV il 14.12.1740 ne ha confemato il culto. Le sue reliquie, nel 1988, sono state riportate a Soncino. L'Ordine Domenicano la ricorda il 3 gennaio], Fra' Lodovico, assieme ad altri Sacerdoti, Dottori e Cavalieri, assistette a fenomeni straordinari. Per quarant'anni, infatti,  la beata Stefana Quinzani, ogni venerdì sperimentò l'intera Passione di Gesù e portò impresse nel proprio corpo le sacre Stimmate.

Le testimonianze rese in merito alla veridicità dei tormenti e patimenti manifestati dalla Beata Stefana e riportate nella Relazione attestano di come Ella "... patisse tuta dicta passione sempre stanto in estasi. Nel quale estasi parla he fa gesti secundo che dicto desopra a li luochi occurrenti. Pe omnia Beneditus deus qui in sexu fragili tam magna et mirabilia, ac non solum non videntibus sed etiam videntibus pene incredibilia temporibus nostris fecit et facit in persona prefate Sororis Stephane et ostendit nobis. Amen".

Leggiamo ancora: "Non senza consiglio adunque de' suoi Padri spirituali tornossene [Stefana Quinzani, n.d.r.] colà [a Crema, n.d.r.], dove più pubblica si rendette la rinovazione de' suoi patimaneti, che ordinariamente succedevano in giorno di Venerdì allo spuntar dell'aurora. Il Verdelli, non pago di esser egli testimonio di questa gran maraviglia, chiamò più volte in sua casa Sacerdoti gravissimi, Letterati accordi, Cavalieri spregiudicati, che tutti rimasero sorpresi a sì compassionevole scena. Quindi, dopo dieci mesi, che stava ella in casa del predetto Verdelli, il giorno 17 di Febbrajo del 1497, coloro che erano stati presenti a tali cose deliberarono di farne una solenne e pubblica Relazione...".

Tra quei Sacerdoti figura anche fra' Lodovico il quale renderà la sua testimonianza firmando e apponendo il suo sigillo in calce alla Relazione:

Ego frater Lodovicus tertii ordinis sancti francisci curatus Ecclesiae sancti Georgii de Casaleto omnia et singula suprascripta de sorore Stephana vidi et audivi. In quorum omnium fidem ac testimonium hic me manu propria subsripssi et presenti sigillo munivi".

1555-1570

d. Gabriele Boldi, Paduanus di origine.

Primo Rettore di Casaletto, al contempo resse anche la rettoria di S. Agata a Trescore Cremasco.

Nel 1531 la rettoria di San Giorgio era censita come parrocchia della diocesi di Pacenza. Il diritto di nomina del parroco spettava all'arcidiacono di Santa Maria di Crema che provvide alla nomina del rettore Boldi. A partire dal 1566, in occasione della visita pastorale del vescovo di Piacenza, mons. Bernardino Scotti, il diritto di nomina del parroco era passato invece al vescovo di questa Diiocesi e il reddito del beneficio parrocchiale ammontava a 400 lire (Le istituzione storiche del territorio lombardo, Regione Lombardia, 2005).

Con il Concilio di Trento - aperto da Papa Paolo III nel 1545 e chiuso da Papa Pio IV nel 1563, in cui viene definita la riforma della Chiesa e la relazione alle dottrine del calvinismo e luteranesimo - il Papa ordinava che al governo delle anime venisse mandato un prete secolare; impose la formazione di parrocchie (con un modello simile a quello odierno), diede grande impulso alle Diocesi imponendo ai Vescovi la presenza nella loro sede, la celebrazione dei sinodi e le visite pastorali. La riforma portò anche all'introduzione di strumenti atti a conoscere in modo più approfondito la composizione delle comunità dei fedeli. Con l'introduzione di quella che potremmo definire l'antenata della moderna anagrafe - solo alla fine del XVIII sec., infatti, tale compito verrà assunto dallo Stato - fu chiesto ai parroci di tenere regolari registrazioni dei battesimi e dei matrimoni. La materia ottenne una sistemazione più organica con il Rituale Romanum (1614), con il quale papa Paolo V riaffermò l'obbligo imposto sessant'anni prima con il Concilio di Trento e introdusse lo stesso criterio anche per i registri di sepoltura e per gli stati delle anime.

L'11 aprile 1580, con la Bolla pontificia «Super Universas», Papa Gregorio XIII, istituì la Diocesi di Crema, sottraendo così Casaletto Vaprio alla giurisdizione ecclesiale di Piacenza. Il 21 novembre di quello stesso anno il nobile veneziano Gerolamo Diedo fu eletto, da Papa Gregorio, primo vescovo di Crema.

Don Colombi, a proposito del rettore Baldi, notava nei suoi Cenni: «Poco si può dire di questo primo pastore parroco, sia per la prima formazione, sia perché nuovo nell'ordinamento stabilito. Non si trovano atti suoi nell'archivio. Non è però ragione sufficiente per negare la sua opera perché forse e con tutta probabilità, furono smarriti i suoi atti, o consunti dal tempo o dall'umidità, come si trovano in parte logorati i primi che ancor ci è dato rilevare».

1570-1599

d. Agostino Carioni, Rettore

Nato a Trescore Cremasco nel 1530, resse la parrocchia per 29 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1599.

Fu Rettore Vicario Foraneo.

Suoi sono i primi atti scritti conservati nell'Archivio Parrocchiale e relativi a battesimi, matrimoni, morti.

Durante il suo Ministero ricevette la visita del vescovo di Rimini .....

(Voce da completare)

1599-1607

d. Livio Mandoli (o Mandulli), Rettore

di Giovanni Battista, nato a S. Giacomo Maggiore - Crema  il 6 febbraio 1573.

Ordinato sacerdote nel 1597.

Prebendario del Canonicato di S. Pantaleone 21.8.1583. Già Parroco a Casale Cremasco e dal 1607 Rettore Parroco a S. Pietro in Crema. Canonico della Cattedrale.

 

1607-1613

d. Giacomo Antonio Zurla, Rettore

Nel 1613 permutò la Parrocchia di Casaletto Vaprio con quella di Sergnano dove era Rettore don Agostino Simonetta.

1613-1631

d. Agostino Simonetta

di Bartolomeo, nato a Zappello il 2 marzo 1586.

Ordinato nel 1607.

Parroco di Casaletto Vaprio. Prebendario della Cattedrale.

1631-1664

d. Marco Antonio Fusari, Carmelitano

di Simone, nato a SS. Trinità - Crema il 12 dicembre 1588.

Ordinato nel 1613.

Morto nel 1664

Parroco a Casaletto Vaprio

1664-1668

d. Artibano Camillo Luminati (o Illuminati), Rettore

Nato il 1.12.1637. Fu ordinato Suddiacono il 29.3.1659. Morì a Crema il 16.9.1732 all'età di anni 96 ca.

Prese possesso della chiesa di San Giorgio il 13.3.1664: «Io Artibano Camillo Luminati presi il possesso della Chiesa de Casaletto Vaprio li 13 marzo 1664 in età di 26 anni compiti al primo dicembre passato».

Successivamente fu Rettore di Trescore Cremasco 1668 - 1696; Canonico Penitenziere; Vicario Generale 1696-1732.

Singolare la vicenda che riguarda questo parroco e il successivo parroco, d. Carioni. Entrambi, loro malgrado, incapparono in una singolare e spiacevole vicenda.

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1668-1669

d. Giovanni Paolo Carioni, Rettore

Nato a Casaletto Vaprio il 10.3.1602 da Giovanni Antonio e Piera Fornioli. Fu ordinato Sacerdote nel 1626.

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1669-1681

d. Giuseppe Crotti, Rettore

 

 

 

(Voce da completare)

 

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1682-1717

d. Alessio Vanelli Tagliacani, Arciprete. Fu il primo a fregiarsi di tale titolo.

Nei documenti dell'Archivio parrocchiale leggiamo: «Alexius Vanellus Taiacane, qui ut nimis afflictam et aliquo etiam praeiudicio, in vulgi saltem opinione, affectam quod e potremis qui illam tenuerant, due, alter periculum, alter discrimen vitae subierint, ut inquam reficeret ac solaretur Sonsam suam, primus omnium in illam invexit Archipraesbiteri titulum, quem sibi ac Successoribus a Santissimo Pontefice Innoentio Undecimo datis Apostolicis Litteris conferri studuit».

A seguito di quanto capitò al Rettore Crotti, d. Vanelli fu un pastore rigoroso e poco incline alle confidenze.

1717-1734

d. Vincenzo Pietro Baletti, Arciprete

Originario di Crema.

Ordinato nel 1710.

Morto a Casaletto Vaprio nel 1734.

1734-1765 o 1766

d. Giuseppe De Felici, Arciprete

Nato a  Cremosano.

Morto a Cremosano nel 1766.

«Uomo attivo di opere per la Chiesa e anche di pietà» così lo descrive don Giovanni Colombi nei suoi Cenni.
Ricco di notizie è il suo rettorato.

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In questo periodo erano presenti a Casaletto altri due sacerdoti:

d. Giovanni Battista Foppa di oltre settant'anni, nato a Casaletto Vaprio; ordinato il 23 settembre 1713; morto il 7 maggio 1762, godeva del beneficio

d. Ippolito Frattonali, nato a Casaletto Vaprio; ordinato il 19 settembre 1739; morto il 15 marzo 1795. Ha preso in affitto l'osteria di Trescore e la fa andare a suo conto con dei garzoni.

1766-1796

 

 

 

 

 

 

 

 

1796-1829

d. Agostino Benzoni, Arciprete

Nativo di Scannabue.

Ordinato nel 1710.

Parroco ad Azzano 1715-1745.

Don Colombi, nei suoi Cenni, lo ricorda come "parroco di grande cuore, amante dei poveri e dai poveri benviso, verso i quali largheggiò di elemosine"

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d. Vincenzo Benzoni

Nato a Pieranica il 17 ottobre 1782.

Ordinato il 21 dicembre 1781 a Lodi.

Morto a Milano il 7 ottobre 1829.

Lettore Teologia al Siminario. Arciprete a Casaletto Vaprio dal 1796 al 1829.

1830-1861

d. Paolo Antonio Conti, Arciprete

di Giuseppe

Nato il 3 settembre 1792.

Ordinato il 21 settembre 1816.

Morto il 17 giugno 1861.

Cancelliere delle Congreghe mensili. Direttore Scuola elementare. Arciprete di Casaletto Vaprio 1830-1861.

Abilissimo oratore Leggi

 

d. Francesco Ogliari, Vice Parroco

di Giovannim nato a Trescore Cremasco l' 11 giugno 1825; ordinato il 24 marzo 1849; morto il 18 settembre 1884.

1862-1879

d. Agostino Lameri

di Alessandro, nato a S. Michele il 9 novembre 1810.

Ordinato il 20 dicembre 1834 a Bergamo.

Morto il 21 agosto 1879.

Coadiutore a Sergnano nel 1836. Vice Parroco a Ripalta Nuova. Parroco ad Azzzano 1859-1861. Arciprete a Casaletto Vaprio 21 settembre 1861 - 1879.

Di animo mite e delicato

 

(voce da completare)

1879-1899

d. Michele Miglio, Arciprete.

di Giuseppe, nato a Monte Cremasco il 13.9.1832 (?).

Ordinato il 2 Novembre 1856.

Morto il 29 agosto 1899.

Curato perpetuo a Passerera 1862-1899.

Arciprete di Casaletto Vaprio, fece il suo ingresso in Parrocchia il 21.12.1879 "in quel terribilissimo inverno che raramente avrà riscontro per intensità e durata del freddo con altri inverni" (don Colombi, Cenni).

Uomo di pietà e zelo

Incentivò le vocazioni e formò diversi religiosi tra cui  don Antonio Cerri, nativo di Casaletto Vaprio.

1887-1910

d. Vincenzo Agostino Antonio Denti, cappellano.

di Giuseppe, nato a Casaletto Vaprio il 28 maggio 1842.

Ordinato sacerdote il 6 aprile 1887.

Morto a Casaletto Vaprio il 3 febbraio 1910 all’età di anni 69.

In seguito alla morte di don Francesco Ogliari fu nominato cappellano a Casaletto Vaprio, provenendo da Torlino dove fin dal 1882 era cappellano festivo.

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1899-1931

 

d. Andrea Cerioli, arciprete.

Di Angelo, nato a Ombriano il 13 dicembre 1860.

Ordinato il 4 giugno 1887.

Morto a Casaletto Vaprio il 10 aprile 1931.

Vicario a Chieve 1888, Monte Cremasco 1891. Parroco ad Azzano 1892-1899, Arciprete a Casaletto Vaprio 1899-1931.


L’8 settembre 1899 entrava in parrocchia come vicario spirituale. Nominato Arciprete, in tale veste, fece il suo ingresso in Parrocchia il 29.4.1900 nella solennità del Santo Patrono.

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1910-1959

d. Giovanni B. Colombi, cappellano

di Giuseppe, nato a Casaletto Vaprio il 15.11.1868.

Ordinato il 20 maggio 1902.

Morto il 27 o 29 aprile 1959.


Sacerdote residente in Parrocchia come investito del beneficio di una cappellania locale.

Fu Coadiutore a S. Bernardino 1902. Cappellano a Casaletto Vaprio dal novembre 1910-1929.

Coadiutore a Bagnolo Cremasco durante la Prima Guerra Mondiale.

(voce da completare)

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1931-1933 o 34

d. Ernesto Lucini, arciprete

di Francesco, nato aa S. Bernardino il 17 settenbre 1898.

Ordinato il 9 luglio 1922.

Morto il 17 maggio 1966.

Coadiutore a S. Maria della Croce 1923-1933.

Arciprete di Casaletto Vaprio.

Investito del beneficio parrocchiale il 17.7.1931 fece il suo ingresso il 26.7.1931 ricevendo il possesso canonico dal reverendo d. Pietro Brandi.

Parroco a Casaletto Ceredano 1933-1957.

Canonico della Cattedrale.

 

1934-1938

mons. Giovanni Grassi Scalvini, arciprete

di Battista, nato a Ripalta Arpina il 21 dicembre 1902.

Ordinato il 16 aprile 1927.

Morto il 29 maggio 1972.

Dottore in Sacra Teologia e Filosofia Tomista. Economo e Professore del Seminario.

Vicario a S. Pietro, Bolzone, Castelnuovo e poi Parroco 1943-1951.

Arciprete a Casaletto Vaprio, fece il suo ingresso in Parrocchia nel giugno del 1934.

Canonico Penitenziere della Cattedrale 1951. Cameriere segreto di Sua Santità.

Uomo di intelligenza acuta, pronta, intuitiva. Conseguì la laurea in teologia e filosofia a Roma, presso l'Università gregoriana come alunno del Pontificio Seminario Lombardo.

Così lo ricorda mons. Gabriele Lucchi nel volume La Diocesi di Crema, 1980, p. 353: "Fu sacerdote di intensa vita spirituale, di grande pietà personale e di zelo apostolico".

(citazione da completare)

 

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1938-1973

d. Agostino Gnocchi, arciprete

Nato a Cremosano il 1° settembre 1911.

 

Formatosi al Seminario Diocesano fu un ottimo studente. Venne ordinato sacerdote il 27 giugno 1937 da S.E. mons. Francesco Maria Franco, vescovo di Crema.

Il 7 novembre 1938 entrava in Parrocchia come vicario spirituale.

Morto a Capralba il 14 febbraio 1974.

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1960-1980

d. Arsenio Cella, cappellano

Nato a Cremosano il 22 o 28 novembre 1911.

Ordinato l'11 giugno 1938.

Morto a Cremosano il 7 o 8  febbraio 1983.

Vicario a S. Maria della Croce. Pro Parroco a Campagnola Cremasca, Quintanto.

Cappellano a Casaletto Vaprio per ben 23 anni

L'11 giugno 1938 ricevette l'ordinazione presbiteriale dalle mani del Vescovo mons. Francesco Maria Franco

Apostolato in Carcere e Manicomio.

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1973-1989

d. Rino Piloni, arciprete

di Giuseppe, nato a Camisano il 7 marzo 1934.

Morto il 23.4.2015.

Ordinato l'11 giugno 1960.

Vicario parr. Credera 1960-1964, Trescore Cremasco 1964-1973.

Parroco Casaletto Vaprio 1973-1989, Pianengo 1989-2010. Amministratore parr. a Trezzolasco 1993-2007.

Dal 2010 Cappellano di Trescore Cremasco.

Dal 1983 Assistente eccl. dioc. e commissario UNITALSI.

1973-1975

d. Franco Mandonico, Vicario parrocchiale

di Giacomo, nato a Trescore Cremasco il 1 gennaio 1949.

Ordinato il 28 giugno 1973.

Licenza in Teologia.

Morto a Crema il 6 aprile 2011.

Vicario parrocchiale a Casale Cremasco, Casaletto Vaprio e Quintano 1973-1975. Cremosano 1973-1974. Attività presso l’Opera Pia Centro Giovanile S. Luigi 1975-1981, Alunno della Pont. Univ.Gregoriana in Roma 1981-1982, Ass. dioc. giovani A. C. 1976-1991, Direttore Spirituale Seminario Vescovile 1985-1988. Parroco Castelnuovo 1991-2000, Parroco di Quintano e Amministratore Parrocchiale di Torlino 2001-2002.Servizio pastorale presso la Congregazione di Gesù sacerdote «P. Mario Venturini» a Trento dal 2002.Cappellano a Vaiano Cremasco dal 2008, Coordinatore consultorio Familiare diocesano dal 2008, Direttore Ufficio Famiglia dal 2009.

1989-2008

d. Elio Costi, Parroco

Nato a Crema l'11 ottobre 1945.
Ordinato il 28 giugno 1973
Vicario Parrocchiale a Camisano 1973-1989, Parroco a Casaletto Vaprio 1989-2008.
Parroco di Ripalta Guerina dal 2008
Responsabile Ufficio Diocesano Pellegrinaggi dal 2008

(voce da completare)

2008 ad oggi

 

d. Achille Viviani, Parroco

Nato a Crema il 14 giugno 1968.

Ordinato il 19 giugno 1993.

Baccellierato in Teologia.

Vicario parr. S. Benedetto 1993-2001; vicario parr. Offanengo 2001-2008.

Prima esperienza di parroco per don Achille che ha fatto il suo ingresso a Casaletto Vaprio il 24 novembre 2008, Vescovo mons. Oscar Cantoni.

Vicario vescovile per la Zona Nord per il quinquennio 2011/2016.

 

 

(voce da completare)

Sacerdoti e Religiosi originari di Casaletto Vaprio  
XVII sec.

Padre Lorenzo Mora detto Savina

frate cappuccino

Nato a Casaletto Vaprio agli inizi del  XVII secolo

Morto il 29 ottobre 1662

"P. Lorenzo da Casaletto nacque dalla famiglia Savina da Casaletto Vaprio. Vestì l'abito cappuccino in data 24 agosto 1619. Morì nel convento di Bergamo il  29 ottobre 1662. Di lui Dio si servì per compiere grazie straordinarie. Uomo di profonda pietà, prudenza, pazienza. Dimostrò la sua eroica virtù nell'assistere gli appestati durante il flagello scatenatosi anche a Salò nel 1630. Venne eletto più volte Superiore dei conventi, Ministro provinciale e poi Maestro dei Novizi. Carica questa ultima che ci fa capire la profonda spiritualità del p. Lorenzo, perché i Superiori maggiori eleggevano a questo delicato compito i Religiosi più santi e prudenti". (BONARI V. I conventi e i cappuccini bresciani, Memorie storiche, Milano, 1891, pp. 322-24" ripreso anche in P. SERAFICO LORENZI DA GORLAGO,  Il convento dei Cappuccini di Verolanuova, Brixia Sacra, 1983, nota 34, p. 171). [elo.mar.]
Data nascita

1573 Giovanni Battista Carioni - ord. 1598

1589 Cristoforo Carioni - ordinato 1613

1611 Franesco Foppa - ordinato 1634

1669 Giuseppe Crotti -

16.. Giovanni Battista Foppa - ord. 1713

17.. Ippolito Frattonali - ord. 1739

1780 Carlo Bonetti - ord.  1804

1788 Carlo Ogliari - ord. 1847

1819 Antonio Foppa Pedretti - ord. 1842

1842 Vincenzo Agostino Antonio Denti -
ordinato 1867

1845 Paolo Foppa Pedretti ord. 1868

1868 Giovanni Colombi - ord. 1902

1878 Antonio Cerri - ordinato 1.6.1901

1888 Bernardo Zamboni - ord. 1914

1896 Giorgio Merigo - ord. 1924

1919 Luigi Cattaneo (padre del PIME) -
ordinato 1941

1935 Giuseppe Pedrinelli - ord. 1963

1938 Gian Antonio Freri - ord. 1965

1950 Luigi Bianchessi - ord. 1979

 

(Fonti: Archivio parrocchiale e Sacerdoti della Diocesi di Crema, dal 1580, in Documenti dell'Archivio Storico Diocesano Crema, 2004)

 

 

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